12 dicembre ore 21:00 - LO SCHIACCIANOCI del Balletto di San Pietroburgo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PREZZI

POLTRONA 

40,00 euro  

*Ridotto 35,00 euro (Per bambini fino a 12 anni e Gruppi superiori alle 10 persone)

*Ridotto Invalidi 40,00 euro + 1 omaggio 

  

Palchi I° livello

35,00 euro  

*Ridotto 30,00 euro (Per bambini fino a 12 anni e Gruppi superiori alle 10 persone)

*Ridotto Invalidi 35,00 euro + 1 omaggio 

 

Palchi II° livello 

30,00 euro 

*Ridotto 25,00 euro (Per bambini fino a 12 anni e Gruppi superiori alle 10 persone)

*Ridotto Invalidi 30,00 euro + 1 omaggio 

 

 Palchi III° livello

25,00 euro  

 *Ridotto 20,00 euro (Per bambini fino a 12 anni e Gruppi superiori alle 10 persone)

*Ridotto Invalidi 25,00 euro + 1 omaggio 

 

Amore, sogno e fantasia per uno dei balletti più affascinanti della storia della danza classica. Le scenografie incantate del Balletto di San Pietroburgo rendono partecipe lo spettatore della stessa fiaba di Hoffmann. Per le sue caratteristiche di favola a lieto fine e per la vicenda pervasa da un'atmosfera fatata di festa, "Lo Schiaccianoci": una fiaba fatta di dolciumi, soldatini, albero di natale, fiocchi di neve e fiori che danzano, topi cattivi, prodigi, principe azzurro e fatina, è diventato un balletto che ammalia i bambini e incanta i grandi. Per questo è lo spettacolo più rappresentato nel mondo durante le festività natalizie. La conclusione è segnata dallo squisito Valzer dei Fiori, dopo il quale Clara si ritroverà nella sua poltrona con il suo schiaccianoci in grembo, felice di questo sogno di Natale. 

 

1 e 2 luglio - BELGIAN RULES/BELGIUM RULES

Napoli Teatro Festival

 

 

 

 

 

 

 

Ideazione e regia Jan Fabre
testo di Johan De Boose
con Annabelle Chambon, Cédric Charron, Tabitha Cholet, Anny Czupper, Conor Thomas Doherty, Stella Höttler, Ivana Jozic, Gustav Koenigs, Mariateresa Notarangelo, Çigdem Polat, Annabel Reid, Merel Severs, Ursel Tilk, Kasper Vandenberghe and Andrew James Van Ostade
musiche Raymond van het Groenewoud, Andrew Van Ostade
drammaturgia Miet Martens, Edith Cassiers (ass.)
costumi Kasia Mielczarek, Jonne Sikkema, sartoria del Théâtre de Liège, Catherine Somers (cappelli)
capo tecnico Andre Schneider
direttore di produzione Sebastiaan Peeters
tecnico Wout Janssens
segue il processo di creazione nell’ambito di P.U.L.S. (Project for Upcoming Artists for the Large Stage) Timeau De Keyser
assistente alla regia Nina Certyn
disegnatore costumi Monika Nyckowska
direttore tecnico André Schneider
direttore di produzione Sebastiaan Peeters
tecnico Wout Janssens
produzione Troubleyn/Jan Fabre (Antwerpen, BE)
coproduzione Impulstanz Vienna International Dance Festival (AT), Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia, Théâtre de Liège (BE), Concertgebouw Brugge (BE)
produzione e coordinamento in Italia Aldo Miguel Grompone

Italia
 Anteprima mondiale

Teatro Politeama
1 luglio, ore 20.30
2 luglio, ore 19.00
durata 4h

Artista dedito alla provicazione e agli scandali che ha fatto dell’incrocio tra le arti l’elemento caratteristico della sua poetica visionaria, Jan Fabre con Belgian Rules fa un omaggio alla terra madre come Fellini ha fatto con la sua Roma. Dopo aver realizzato istallazioni e performance che celebrano l’universo animale e le pulsioni umane che di quel mondo sono partecipi e avversarie allo stesso tempo, il regista, scultore e coreografo belga, celebra il volto complesso del suo “pazzo paese”.

Il Belgio è uno “stato nano”, un minuscolo territorio in cui convivono tre regioni e si parlano tre diverse lingue. Ma è anche uno stato instabile che i vicini usano come palcoscenico di guerra. I suoi abitanti sono schiacciati da burocrazia e formalità, ma sono anche dei sovversivi. La parola razionale non riesce a rappresentarne tutte le sfaccettature e per farlo, Fabre usa il linguaggio più adatto ad afferrare quello che definisce il suo “viscido paese”, ossia la lingua immaginifica del teatro.

«I belgi godono, mangiano e bevono fino a farsi scoppiare la pancia. Patatine! Birra! Waffels e cioccolato! Celebrano la tavola e la carne. Nesuno deride il belgio più di se stesso. È una terra che dà rifugio ad una razza di scansafatiche e imbroglioni. O nobile Belgio, o madre viscida! Non fatevi coinvolgere dall’ondeggiare di bandiere e dalle feste scoppiettanti, a cui siete invitati. L’epica di questo strano regno non è il nazionalismo, ma la storia della sua totale assenza. Benvenuti ad Assurdilandia!».

23 e 24 giugno - THE GREAT TAMER

Napoli Teatro Festival

 

 

 

 

 

 

 

Ideazione e regia Dimitris Papaioannou
con Pavlina Andriopoulou, Costas Chrysafidis, Ektor Liatsos, Ioannis Michos, Evangelia Randou, Kalliopi Simou, Drossos Skotis, Christos Strinopoulos, Yorgos Tsiantoulas, Alex Vangelis
set designer e collaborazione alla direzione artistica Tina Tzoka
collaborazione artistica per costumi Aggelos Mendis
collaborazione al disegno luci Evina Vassilakopoulou
corraborazione artistica per il suono Giwrgos Poulios
installazione disegno audio Kostas Michopoulos
musiche Johann Strauss II, An der schönen blauen Donau, Op. 314
adattamento musicale Stephanos Droussiotis
disegno sculture Nectarios Dionysatos
costumi e pittura oggetti di scena Maria Ilia
produttore creativo-escecutivo e assistente alla regia Tina Papanikolaou
assistente alla regia Stephanos Droussiotis
direttore prove Pavlina Andriopoulou
direttore tecnico Manolis Vitsaxakis
direttore di scena Dinos Nikolaou
assistente ingegnere del suono Nikos Kollias
assistente scenografo- pittore scene Mary Antοnopoulou
assistente scultore Maria Papaioannou + Konstantinos Kotsis
assistente alla produzione Tzela Christopoulou
tour manager e relazioni internazionali Julian Mommert
assistente produttore esecutivo Kali Kavvatha
produzione Onassis Cultural Centre – Athens (Greece)
in coproduzione con CULTURESCAPES Greece 2017 (Switzerland), Dansens Hus Sweden (Sweden), EdM Productions, Festival d’Avignon (France), Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia (Italy), Les Théâtres de la Ville de Luxembourg (Luxembourg), National Performing Arts Center-National Theater & Concert Hall, NPAC-NTCH (Taiwan), Seoul Performing Arts Festival, SPAF (Korea), Théâtre de la Ville – Paris / La Villette – Paris (France)

produttore esecutivo 2WORKS
con il supporto di ALPHA BANK
sponsor AEGEAN Airlines

Teatro Politeama
23, 24 giugno
ore 19.00
durata 1h e 40min

Uno dei nomi più rappresentativi della scena internazionale, pioniere della danza contemporanea, il greco Dimitris Papaioannou presenta per la X edizione del NTFI la sua nuova creazione: The Great Tamer.

Il suo lavoro, definito “fiore ibrido” per le diverse contaminazioni artistiche che lo arricchiscono, viene scoperto dal grande maestro Robert Wilson ed è oggi materia di studio di grandi coreografi come Akram Khan, che ha adottato il suo “Body Mechanic System”: i corpi umani nel lavoro dell’ateniese diventano campi di battaglia, interagiscono con materie prime che, fondendosi in creature ibride, danno vita a spettacolari illusioni ottiche.

L’eclettico artista, con una formazione in Belle arti che spazia dalla pittura al fumetto, coinvolge 11 danzatori per realizzare una creazione che gioca intorno al concetto di vita umana, intesa come viaggio di scoperta, esplorazione di un tesoro nascosto, scavo archeologico interiore pieno di significato. Il lavoro ha al centro il Mediterraneo e la culla della nostra cultura che, passando attraverso linguaggi contemporanei, evidenzia il grande valore culturale e artistico della Grecia, che, pur nelle sue difficili condizioni, sta sviluppando un’interessante ricerca artistica.

La passione per l’arte offre alle performance un forte impatto visivo, destreggiandosi tra seducenti riferimenti alla storia dell’arte e a varie pratiche di espressione, con segni coreografici minimali su un imponente apparato scenografico, per realizzare sul palco un universo che si configura come “circo assurdo e surreale”. Se l’obiettivo per Dimitris Papaioannou è l’assoluta semplicità della forma, il percorso per arrivarci non è per niente semplice: la sua intenzione in The Great Tamer è quella di focalizzarsi sui concetti universali di sacro e profano.

17 e 18 giugno - GENESIS 6, 6-7

Napoli Teatro Festival

 

 

  

 

 

 

 

Testoregiascenografia, luci costumi Angelica Liddell
con Yury Ananiev, Juan Aparicio, Tania Arias Winogradow, Itziar Barriobero, Sarah Cabello Schoenmakers, Paola Cabello Schoenmakers, Lola Cordón, Angelica Liddell, Sindo Puche, Aristides Rontini
Compagnia Atra Bilis Teatro
capotecnico David Benito
assistenti luci David Benito, Optavio Gómez
suono Vincent Lemeur
direttore di scena Roberto Ballinelli
assistente di produzione Borja Lopez
direttore di produzione Gumersindo Puche
spettacolo in lingue Spagnolo, Russo, Ebraico
produzione Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia, Iaquinandi SL
in coproduzione con Teatros del Canal (Madrid), Humain trop humain – CDN Montpellier, con il sostegno di Comunidad de Madrid
produzione e coordinamento in Italia Aldo Miguel Grompone

Teatro Politeama
17 giugno, ore 19
18 giugno, ore 20
durata 1h 15 min

spettacolo sconsigliato ai minori di 18 anni

Amata incondizionatamente o violentemente criticata, la regista catalana Angelica Liddell, originaria della stessa città di Salvator Dalì, arriva a Napoli a presentare la terza parte della sua Trilogia dell’infinito. Creatrice di spettacoli colti e provocatori che annullano ogni distinzione tra generi e stili d’arte, la Liddell, vincitrice del Leone d’Argento per l’innovazione teatrale, è tra le artiste europee della sua generazione ad aver avuto la maggiore diffusione nel mondo delle arti sceniche.

Genesis 6, 6-7 racconta la perdita e riconquista della bellezza attraverso un atto violento: «Solo la guerra come realtà che annienta ci riporta all’origine, al punto zero dell’esistenza. Nel gesto fuorilegge consiste l’essenza propria della creazione. Creare, nel senso più profondo, è trasgredire tutte le leggi che siamo costretti a rispettare. La prima è non uccidere. Ma l’origine della tragedia si situa sempre in prossimità di un’uccisione. E questo gesto è una trasgressione dell’ordine stabilito dagli dei, creatori in primis del mondo».